Caso documentato · arrivata da Bologna

Un impianto,
24 corone
in zirconia.

I numeri di questo caso si leggono in un secondo. Quello che raccontano ci mette di più: rifare venticinque elementi senza che il sorriso diventi di un'altra persona è la parte difficile del lavoro, e non si vede in nessuna cifra.

Gli altri casi
24
Corone in zirconia, su entrambe le arcate
1
Impianto dentale, per l'unico elemento mancante
2
Arcate riabilitate nello stesso piano di cura
3
Inquadrature fotografate prima e dopo, in clinica
Cosa dicono i numeri

Ventiquattro corone
e un solo impianto.

È una proporzione che racconta il punto di partenza: i denti c'erano quasi tutti, ma erano consumati e di altezza irregolare. Mancava un elemento, e quello si è sostituito con un impianto.

Quando gli elementi da rifare sono venticinque, la tentazione è di guardare solo il colore. Il colore è la parte facile. La parte che decide il risultato è la forma: quanto sono lunghi i denti, come cade il margine sulla gengiva, dove passa la linea che il labbro scopre quando si sorride.

Su una bocca intera queste scelte si fanno tutte insieme, e da lì non si torna indietro con facilità. È il motivo per cui il piano di cura si scrive prima, e prima si legge.

Il materiale

Perché la zirconia, e dove si vede la differenza.

La zirconia è una ceramica ad alta resistenza. Su una riabilitazione estesa serve perché deve reggere il carico masticatorio di venticinque elementi insieme, senza scheggiarsi ai margini.

Ha anche un difetto, ed è giusto saperlo: lavorata male resta opaca e piatta. La differenza fra un lavoro che si nota e uno che non si nota sta quasi tutta nella stratificazione e nella lucidatura, cioè nelle ore di laboratorio.

Dettaglio con divaricatore delle 24 corone in zirconia sulle arcate superiore e inferiore Foto in clinica
Come ci si arriva

Un percorso come
tutti gli altri.

Questo caso non ha seguito una strada diversa dagli altri. È lo stesso percorso in quattro tappe che trovi descritto in home, e comincia in Italia.

  1. La valutazione si fa in Italia. Bari, Andria, Roma e Bologna: radiografia, fotografie e prime misure prima di prenotare qualunque volo.
  2. Il piano di cura è scritto. Voce per voce, con il numero di elementi e il prezzo di ognuno. Si legge a casa, con calma, e si può confrontare.
  3. Il lavoro si fa a Tirana. In clinica, con l'équipe italiana e il laboratorio interno.
  4. I controlli si fanno al rientro. Negli stessi studi italiani dove è cominciata la valutazione.
Domande su questo caso

Quello che ci si
chiede dopo.

Dipende da quanti elementi servono e da cosa c'è sotto, quindi una cifra unica sarebbe finta. Il listino degli elementi singoli è pubblicato nella pagina delle cure; il totale del tuo caso è scritto nel piano di cura dopo la visita, voce per voce.
Perché i denti c'erano. Una corona si mette sopra un dente che esiste ancora e va conservato; la protesi mobile sostituisce elementi che non ci sono più. La scelta la determina la radiografia, non la preferenza.
Guarda le tre foto qui sopra e giudica da solo: è per questo che le pubblichiamo con la stessa luce e la stessa inquadratura. L'obiettivo dichiarato di questo lavoro era cambiare il sorriso senza cambiare la faccia della persona.
Bologna ha voli diretti per Tirana, poco più di un'ora e mezza. La valutazione però si fa a Bologna, prima di partire: si prende l'aereo solo quando il piano è già scritto.

Il tuo caso non è
questo caso.

Ogni bocca parte da un punto diverso, e nessuno può dirti cosa serve guardando una foto. La valutazione si fa in Italia, è gratuita e non impegna a niente.

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Le fotografie di questa pagina sono state scattate nella clinica di Tirana e sono pubblicate con il consenso della paziente. Non sono ritoccate e non provengono da archivi di immagini.